L’impegno verso la Sostenibilità

L’impegno verso la Sostenibilità

Sempre più spesso la parola “sostenibilità” è protagonista delle occasioni di comunicazione più disparate. Aziende che dichiarano di essere sostenibili, prodotti marchiati come sostenibili, idee di business sostenibili, realtà sociali sostenibili.
Di fatto è giusto che sia così vista l’importanza che si cela dietro questa, a volte abusata, parola. Ambiente, società, economia sono mondi differenti che hanno in comune la stessa necessità a medio-lungo termine: essere sostenibili, ossia potersi reggere da soli all’interno di un sistema ed ecosistema complesso e contemporaneamente contribuire al sostentamento del sistema stesso.

Se l’idea di “reggersi da soli” ci piace, allora non possiamo che essere d’accordo sul fatto che una realtà è sostenibile quando le risorse che utilizza non sono superiori a quelle che crea.
Dal punto di vista ambientale questo è semplice da capire. L’energia che consumiamo dobbiamo essere capaci di produrla; la CO2 che creiamo dobbiamo essere capaci di assorbirla, i rifiuti che creiamo dovremmo essere capaci di riutilizzarli e di favorirne il riciclo.

Detto in questo modo “essere sostenibili” non sembra più così semplice. Quanti sono realmente capaci di produrre il 100% dell’energia che utilizzano? Quanti sono capaci di assorbire il 100% della CO2 che creano? Quanti sono capaci di non creare rifiuti o riutilizzare il 100% di quello che consumano?

Per questo dobbiamo accettare il fatto che la sostenibilità ambientale è un percorso. Un impegno continuo verso la riduzione del proprio impatto. Sarebbe bello parlare di “impegno verso la sostenibilità” invece che di “sostenibilità”. Allo stesso tempo sarebbe importante essere capaci di misurare in ogni istante l’impatto delle proprie azioni. Questo porterebbe a una comunicazione più trasparente. Questo porterebbe ad azioni più consapevoli.
Può una qualsiasi azienda scegliere di fare una piccola azione sostenibile e poi continuare a lavorare come ha sempre fatto, magari senza alcuna attenzione ai rifiuti creati o alle proprie emissioni di CO2? Si, può farlo. E’ lecito. Sarebbe però più bello e trasparente se i suoi stakeholder potessero conoscere la grandezza del suo “impegno verso la sostenibilità” e non solo la sostenibilità di quel singolo progetto. Sarebbe più bello se ognuno potesse scegliere in maniera chiara, sulla base di informazioni precise e corrette, da chi comprare e a chi dare il proprio contributo.
Fare una linea di prodotto sostenibile e mantenere tutto il resto che di sostenibile magari non ha nulla è un reale “impegno verso la sostenibilità”?

Questa è una domanda complessa perché si intreccia con la sostenibilità economica e spesso con la sostenibilità sociale delle nostre scelte. Per questo mi piace parlare di percorso. Questa è la vera sfida di oggi. Tutte le aziende, ma anche qualsiasi realtà e le singole persone dovrebbero cominciare a chiedersi “Quale è il mio percorso? Quale è il mio prossimo passo verso la sostenibilità? Quale sarà la mia prossima azione?”.

Il Global Footprint Network ha da poco pubblicato l’overshoot day delle singole nazioni per il 2021. Per l’Italia il giorno X è stato il 13 maggio. Ciò significa che se tutto il mondo consumasse risorse come gli italiani, il 13 maggio avremmo consumato tutte le risorse che il pianeta terra è capace di produrre in un anno! Dal 13 Maggio siamo in debito! Oggi stiamo utilizzando le risorse “stoccate” dal pianeta ma che a lungo andare non potranno fare altro che esaurirsi. Ecco, essere sostenibili significa avere il proprio Overshoot Day Personale non prima del 31 Dicembre di ogni anno. Se così non è, e sicuramente non lo è, vuol dire che stiamo utilizzando risorse non nostre e dobbiamo fare qualche altro passo sul percorso della sostenibilità.

Una volta acquisita la consapevolezza della propria impronta ecologica e deciso di intraprendere un percorso, è necessario quindi definire le tappe di questo cammino. Come in tutti i cammini, i passi si fanno uno dopo l’altro e non sono indipendenti dai fattori esterni. Come in un cammino decidi di accelerare oppure fermarti in un posto in base alle energie, a chi incontri o a cosa scopri sul percorso, così anche il percorso verso la sostenibilità deve tenere conto di alcuni fattori. Fare tutto subito non sempre è fattibile: dipende dalla sostenibilità economica dell’investimento, dall’impatto sociale, dalle tecnologie, dai partner che si incontrano per strada e con cui si creano sinergie. L’importante è volerlo fare. L’importante è mantenere la consapevolezza di dove si è e di dove si vuole andare. Passo dopo passo.

Mi viene in mente Al Pacino nelle vesti di Tony D’amato in quel famoso discorso negli spogliatoi in Ogni Maledetta Domenica:

“[…]Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire.”


Al Pacino parlava alla sua squadra di centimetri. Qui dobbiamo parlare di secondi. Qui dobbiamo sentirci squadra. Ogni giorno, tutti noi, ci dobbiamo impegnare per ridurre il nostro consumo di risorse e recuperare qualche secondo nell’indice dell’overshoot Day. La somma di questi secondi farà ore, giorni e poi settimane e mesi. Dobbiamo lottare per la sostenibilità. Faticheremo ma dovremo mantenere alto il nostro impegno. Ognuno di noi è importante nella squadra, ogni azione dà il suo contributo. La somma di quei secondi, il tempo recuperato, faranno la differenza fra la vita e la morte del nostro pianeta.

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